Il mio tributo a Andrew Howe

Andrew Howe si ritira ufficialmente!

Sì, è questa la notizia che gira in questi ultimi giorni. Nello sport, come nella vita, tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Come direbbero molti “fa parte del gioco” e gli sportivi lo sanno bene. Sto leggendo molti commenti e articoli sul ritiro di Andrew Howe e lascio tutto questo a chi lo fa di mestiere.

Io voglio solo raccontare la mia fantastica esperienza di vita professionale vissuta con Andrew. Offrendogli il mio umile tributo che spero sia apprezzato ma che ritengo soprattutto dovuto.

Del resto si ritira pur sempre l’attuale record man del salto in lungo Italiano: 8.47 metri, saltati ad Osaka nell’estate del 2007

Il mio incontro con Andrew e la nostra frequentazione

Esattamente dieci estati dopo aver tifato per Andrew Howe ai mondiali di Osaka, ricevo la chiamata del mio amico Stefano Serranò che mi chiede una consulenza per un atleta che segue. La telefonata si fa interessante quando mi dice queste parole “Luca, il nome che ti faccio è importante” e dall’altra parte del telefono sento “Andrew” e io continuo con “Howe?”. Inutile dire che ero contento e timoroso allo stesso tempo.

Ci incontrammo e facemmo la prima consulenza, alla quale ne sono seguite altre spesso nei posti più impensabili, dalla palestra agli spogliatoi, fino direttamente a casa sua; sempre alla ricerca di migliorare il migliorabile.

In questo articolo non ho alcun interesse a raccontare quel poco che ho fatto, voglio invece raccontare a tutti e porre l’attenzione su cosa ho visto fare a Andrew per tornare a saltare e ad allenarsi al meglio delle sue possibilità.

Ho conosciuto una persona eccezionale, non esistono altre parole per descrivere Andrew. Ho conosciuto un lavoratore indefesso che non si è tirato indietro davanti a nulla, ha lottato con il dolore, ha lottato contro il pregiudizio e la critica, ha lottato contro se stesso. Eppure, non riesco a ricordare mai una volta in cui io non l’abbia visto sorridere. Ogni incontro con lui era per me un’infusione di energia e positività. Avevo compreso le difficoltà con cui aveva a che fare ma il sorriso e la voglia di fare non mancavano mai. Un sorriso che forse spesso, come canta Caparezza, “allarghi come un ombrello rotto” ma che ti rende speciale.

Ecco chi è davvero Andrew Howe: una splendida persona.

Anche quando saltare era diventato ormai impossibile, non l’ho visto mai mollare. Ha modificato il suo allenamento, di nuovo, con rinnovata intensità e dedizione al lavoro. Ha sottoposto il suo corpo a qualsiasi tipo di cura e trattamento, ha subito la chirurgia più volte ed è sempre tornato in campo ad allenarsi. Andrew è un esempio che sicuramente potrà continuare ad ispirare generazioni di atleti e di sportivi.

Il mio personale augurio a Andrew

Auguro a Andrew un bellissimo percorso di vita, mettendo a frutto tutti gli insegnamenti esclusivi che solo tanti anni di sport a livelli altissimi possono offrire. Sono certo che, come sempre, non mollerà un centimetro verso il raggiungimento dei nuovi traguardi.

Un abbraccio campione e grazie per tutto, emozioni, insegnamenti e…scarpe con dedica.

2023-01-08T19:34:28+00:00